TE, MANTOVA

#manuinfatti

45° 8′ 52″ N, 10° 47′ 10″ E

Può quiete vestir la turbolenza che feconda le idee ed i pensieri progressivi.

E non serve alcun interrogativo.

E’ sufficiente l’affermazione che spontanea nasce dai passi, fossero anche i primi, che si conducono attraversando la città in cui per un Te si costruisce un Palazzo a giardino di accoglienza.

Mantova.

Ci si cammina guidati dalla invincibile attrazione per le forme del pensiero costruito e di quello in costruzione. E gli abiti di quiete rifiutano lo sfavillio.

Prediligono la dichiarazione di grandezza spirituale. Potente dichiarazione di quanto lo spirito dia manifestazione alla volontà di grandiosità del corpo.

Per esito di viaggio conduci nel piccolo bagaglio la luce piana di chi, visionario per naturale inclinazione, vede e, narratore per naturale intenzione, racconta.

Quanto chiaro appare il Nesso.

Le linee prendono a muoversi con il ritmo esatto.

I volumi organizzano lo spazio come frutto di una mai dichiarata alleanza.

Può la quiete certo vestir la turbolenza.

E far sì che la turbolenza continui a fecondare idee e pensieri progressivi.

Eppure questo suono così distinto nella sua eterna esecuzione oggi risuona affaticato come un’eco.

Lontana.

O forse dai più semplicemente allontanata per pigrizia di volontà.

Tenete Mantova vicina alla vostra esperienza del mondo costruito.

Vi feconderà.

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