R I S V O L T I

I n F a t t i

#manuinfatti

45°30′N 9°34′E 45°28′55″N 9°33′48″E

Nessuna intenzione. Non certo di disintegrare i muri. Bensì una volontà.

Aprire l’anima alle intemperie e con l’anima le intemperie alimentare e ancora sedare per poi infine di nuovo agitare.

Nessuna elucubrazione.

Non certo per ingannare.

Bensì una disposizione, naturale come la materia di colore.

Disporsi a sorvolare ed immergersi, debordare e ripiegare, contrarre e dispiegare.

Ma non più di un libero narratore, che si lascia sfogliare perché ben disposto al vento.

Sentirsi per primo acchito disarticolati senza alcun preavviso di coscienza.

Ricomporsi e apprezzare una nuova consistenza, sentirla palpabile fino a poterla ponderare.

Non vi lasciate irretire dalla novità delle forme, vestite le nuove forme e fatevene abito di cammino.

Non abbiamo nessuna intenzione. Vogliamo soltanto trasferire feconda animosità ai manufatti.

Una semplice volontà.

Apriamo l’anima alle intemperie e con l’anima per nuovo soffio alimentiamo fino ad agitare, ma con cura.

Passiamo di qua e poi altrove con una manciata di semi,

vivendo bisognosi di muri come fossero solchi di fresco incisi.

Passiamo di qua e poi altrove.

Ma senza alcuna intenzione. Pura e semplice volontà.

Grazie all'Arte di:

ALE SENSO

DISSENSO COGNITIVO

IL BARO

MANU INVISIBLE

NABLA AND ZIBE

NEMO'S

SEA

Progetto Pianura Urbana – 2019 Arzago d'Adda – Casirate d'Adda – Provincia di Bergamo

#genteagiro

L'uso delle mani la mia salvezza nel gesto del mio nativo vociare so far gesti che son prima fortunale poi cesta che raccoglie quel che resta e lotta per sopravvivere

Raccolgo con le mie mani ogni giorno da molti giorni

Con le mie mani faccio cesta per quello che resta ogni giorno del mondo che scarta ogni giorno

30092018

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#genteagiro

Mi sono detto e l'ho fatto subito alla prima apparizione della facoltà di parola

Mi sono detto prima ancora di apparire apparecchia il dire e il corpo fai seguire

Mi sono detto che apparire mi è lieve se per parola so essere me

Mi sono detto nessun altro

08102018

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#manuinfatti

45°56′04.41″N 9°48′56.81″E

La destinazione è più vicina, scivolando un po’ via. E così avanzi. Liberamente tralasci di far caso ai passi e alla loro irregolare successione.

Lasci che l’intorno ti strappi dal suolo che cerca per spinta mal soppressa di elevarsi. Chissà dove.

Scopri strade che si fan dare nome da una invasione floreale. Liberamente tralasci di guardarti indietro.

Scivoli via un po’ e ti dici con sintassi di sorriso che la destinazione è più vicina.

Come per volontario deragliamento, penetri in spazio libero con sguardo alle guglie e trovi soltanto foglie.

E come foglia dentro nuova cattedrale scivoli un po’ via. Capisci che le radici hanno potenza d’opera e in opera agiscono quando dispongono di spazio di volo. Nel volo, continui a scivolare un po’ via.

Fai spazio nella mente e liberi l’ingresso a quel nome a cerchio.

Arera ha nome che per materialissimo incanto consente allo sguardo di tenere nel campo gli opposti pendii ed i più isolati segni d’uomo.

Un nome che fa cerchio, nella più difficile condizione.

Un nome che fa cerchio nella dispersione armonica degli elementi.

Fino a che spunti ai suoi ampi piedi, che sembrano scivolare tutto intorno.

La destinazione è più vicina, basta scivolare un po’ via. E farsi cingere dall’Arera.

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Le Vette della Natura e gli Abissi degli Uomini

#manuinfatti

46°00′59″N 10°04′29″E

Due. Due sacchi colmi. Due pesi. Le solite misure.

Camminiamo silenti e quasi per intima compartecipazione. Camminiamo ricurvi, come a mimare nella fatica il loro saliscendi.

Sotto due sacchi colmi.

Uno per il primo percorso che nel mattino nasceva. Moriva la prima fatica a rifiatare nella discesa al paese.

Il secondo sacco accompagnava la fatica del pomeriggio e la rincorsa a non farsi inghiottire dall’imbrunire, come se dell’oscurità della memoria degli uomini più che sentore avessero paurosa certezza.

Donne a collana di una sbagliata fatica d’uomini. Uomini affaticati sotto la volgare presunzione di uomini già difficili da distinguere da quella pietra.

Camminiamo e attraversiamo uno squarcio che illude per una innaturale perfezione di taglio. Ma gli uomini che vivono indistinti dalla pietra non possiedono perfezione di taglio.

Camminiamo e a più riprese vorremmo assecondare la curvatura della pietra e sperare nella improvvisa sparizione della scenografia che di natura fa scempio.

Poi alla mente due sacchi colmi e le solite misure. Le donne silenti in un faticoso saliscendi. Le donne con le gonne fatte appigli di sopravvivenza per prole innocente di morir per colpe d’uomini indistinti dalla pietra.

Due sacchi colmi e le solite misure.

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Principio di Risoluzione

#manuinfatti

45°57′22.32″N 10°03′20.52″E

Emersa per evidente volontà di espressione.

Presolana, e qui più che un nome appare a tutti i sensi un'affermazione.

Non è la roccia che la fa forte d’aspetto e ospitale nella forma d’abbraccio. E’ la sua capacità di raccolta, è il suo richiamo di imponenza eppur così coniugata all’intorno.

Nel ventre ha accolto chi la pietra ha scavato in venatura.

Sulla sommità ha richiamato, per verso acuto di rapace, il procedere temerario e così anche pacifico dei liberi spiriti in ascensione.

Le mani tra quelle stesse pietre, a cercare le vene superficiali di un potente organismo in emersione per evidente volontà di espressione.

E questo bosco ne è premessa, quasi proemio, se poi non fosse così umido di prosa il suo mostrarsi a piena pagina scossa dal vento.

Emerge per espressa volontà di dare evidenza di una semplice, semplicissima questione.

Attraversiamo luoghi, odori, ascoltiamo lingue, affrontiamo culture.

Eppure, per evidente volontà di espressione, abbiamo congenita necessità di un principio di risoluzione.

Presolana, e qui più che un nome appare a tutti i sensi un principio di risoluzione.

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#genteagiro

Le mie ultime volontà son quelle che ardono, son fiamma quotidiana.

La mia prima volontà è fiamma della prima luce, è fiamma quotidiana.

11012018

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#genteagiro

Siamo i Nuovi Aruspici

per nulla inclini all’interrogazione

apprendiamo per via di nutrimento

volgiamo lo sguardo

senza patire alcuna direzione obbligata

Siamo i Nuovi Aruspici

viviamo di sguardi

senza pretendere alcuna patente

ci nutriamo per via di apprendimento

Socialità che gran compendio

quando libera si svolge

per comune interessamento

Siamo i Nuovi Aruspici

volgiamo lo sguardo

senza patire alcuna direzione obbligata.

01022017

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#genteagiro

Portati il tuo mondo sulle spalle.

Portatelo sempre.

Ad immediata disposizione di nascondimento.

Nasconditi, non te ne vergognare. Nasconditi. E ritrovati.

Lascia che vaneggino. Lasciali furoreggiare.

Portati il tuo mondo sulle spalle.

Cammina libero nel tuo giardino profumato.

Cammina, non si accorgeranno di te.

Vaneggiano. Furoreggiano.

Portati il tuo mondo sulle spalle.

07012017

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#genteagiro

Nessun mondo è così lontano, ragazzo mio.

Nessun mondo è poi così lontano da poter sfuggire il giusto sguardo.

Non aspettarti nulla fuorché la ricompensa alla tua volontà di sguardo.

Non cercare, per speranza di imitazione, il mio sguardo.

Non attendere che lo sguardo si conformi all’occasione.

Non trascurare di curare lo sguardo nella sua intima igiene speculativa.

Non trascendere lo sguardo altrui, non catalogare per ansia di certezza.

Non aspettarti nulla fuorché nuova volontà dopo ogni sguardo.

Nessun mondo, in fondo, è poi così lontano, ragazzo mio.

21122016

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