R I S V O L T I

I n F a t t i

#genteagiro

Io custodisco.

Non faccio altro dal giorno che il mio sguardo si è schiuso.

Fermandosi.

Come un cristallo.

Io custodisco un luogo che voi attraversate.

Senza degnarlo di più di uno sguardo disattento.

Io custodisco senza risparmiare alcuna energia.

Disegno confini.

Con la fermezza della mano che tiene stretta nel pugno una matita nera.

03012014

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#genteagiro

Sapessi quanto tempo masticato.

Sapessi quanto tempo avrei preferito succhiare per trarne il sapore più intimo.

Sapessi quanto tempo mai riconosciuto.

Quanta musica. E tutti quei suoni.

Sapessi quante occasioni per marcare le sillabe e raccontare.

Quanta indifferenza. Quanta ingordigia.

Un bicchier d’acqua tiepida con limone.

Questo ho sempre desiderato.

Immaginandomi potesse farmi sentire il mare in questo abisso di distanza.

Un semplice bicchier d’acqua tiepida con limone.

29082013

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#genteagiro

Nessun alibi.

Non sono uso a concedermi alibi.

Nemmeno a farne dono indiscriminato.

Non c’è alibi per la perdita di tempo.

Nessun alibi può essere concesso alla mancanza di racconto a sé.

La testimonianza è linfa che al contatto con l’aria si colora di rosso e infuoca.

Nessun alibi a chi si ripete nei gesti di conforto scambiandoli per un bene di prima necessità.

15082013

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#genteagiro

Nemmeno per idea.

No. Non mi trattengo.

Nemmeno in nome di un’idea.

Io non mi trattengo.

Sorrido con l’intera scena del mio volto.

E che il mio volto sia cielo disciolto.

Che il mio volto sia luccicante fierezza di colore.

Linee. Nettezza. Svolgimento.

Io vivo sorridente.

Di sorriso scalcio. Assestando il colpo con rispettosa precisione.

Per colpire un punto. Per colpirlo una volta sola. Io vivo sorridente.

11082013

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#genteagiro

Guardavo il cielo con la sfacciataggine di chi si tuffa in un lago gelato ad occhi bene aperti.

Avete piegato il mio sguardo.

Un cielo io ho conservato.

Lassù in quell’angolo sprofondato dentro di me.

A volte allungo la mano, come fossi potente di un lunghissimo braccio della mia fievole volontà.

Fino a toccarlo.

14122013

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#genteagiro

Ho ricordi di piccolissima taglia. Minuziosi.

Ci potresti comporre mosaici unici, ragazza mia.

Coprirne le strade per dare un senso a tutti quegli sguardi malamente buttati a terra.

Non mi sento mai lontano. Da alcunché.

E mi avvicino per certezza di visione.

A te, ragazza mia, mi avvicino.

Il tuo volto è uno di quei mosaici.

Libero accesso ai miei ricordi di piccolissima taglia.

13022013

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#genteagiro

Declinanti. Eppure nessuna traccia di degenerazione. Semplice transizione di umori e di condizioni.

Nel viaggio si declinano nomi per farli propri.

Per il naturale bisogno di attraversare gli umori e gli stadi della conoscenza.

In ciascun modo i sensi si immergono e riemergono rimescolati a fare sapida pietanza.

In ciascun tempo i sensi affondano le radici e crescono e gemmano fino a fiorire fino a fruttare.

In un viaggio l’agire trova la sua perfetta declinazione.

03122013

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#genteagiro

Amor di percorrenza.

Vivo di quest’unico alimento.

Così essenziale da sorseggiarlo come acqua.

Non mi concedo altro privilegio.

Percorro e raccolgo la distanza sotto di me.

Ne trascino un sacco traboccante. Forse pieno di semi di stelle.

Trattenuti con la polvere. Trattenuti per il solo tempo della percorrenza.

All’arrivo cerco un terreno adatto.

E spargo. Speranzoso di un nuovo raccolto.

14102012

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#genteagiro

La Ragione è del Sonno.

Così chiara nei risvegli migliori.

Conviene disporsi al Sogno.

Conviene nel senso esatto della possibilità di veder confluire, ad un tempo, leggiadria e compenetrazione.

La Ragione è del Sonno.

Il Senno, quello, verrà subito dopo a dettagliare l’apprendimento.

08102012

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#genteagiro

Io non so.

Io non voglio.

Io non so nulla.

Io non voglio rispondere ad alcuna domanda.

Accontentatevi della geografia che porto nel volto.

Cercate il vostro punto di orientamento.

Ammirate i paesaggi.

Investigateli.

Ma tralasciate le domande.

Io non so.

E non voglio rispondere.

Ho da badare al timone.

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